Dispositivo di dettatura SpeakON: un'ottima idea limitata da vincoli di piattaforma

Negli ultimi tempi, le app di dettatura come Wispr Flow, Willow e Typeless sono diventate un alleato prezioso per gestire messaggi ed email dal mio Mac e dal mio smartphone. Tuttavia, per utilizzare queste app, è necessario attivare il microfono del telefono o indossare gli AirPods, con risultati che spesso lasciano a desiderare in termini di precisione. Questa esperienza mi ha spinto a esplorare alternative più efficaci per la dettatura.

Quando Notta mi ha proposto di provare SpeakON, un dispositivo progettato specificamente per la dettatura, sono stato subito colpito dalla sua idea innovativa. Purtroppo, la mia esperienza con il prodotto è stata mista, a causa delle sue limitazioni in termini di design e compatibilità con le piattaforme.

SpeakON è un dispositivo compatto e leggero, simile a un piccolo ciottolo, progettato per collegarsi sul retro dell’iPhone tramite MagSafe. Con un peso di soli 25 grammi, è così leggero che può essere facilmente trasportato anche in tasca. Il dispositivo è accompagnato da un’app iOS che funge da tastiera e può anche funzionare senza il collegamento al dispositivo stesso.

Per iniziare a dettare, è sufficiente premere un pulsante sul dispositivo e rilasciarlo quando si è finito. SpeakON è dotato di un microfono interno che cattura l’audio entro due piedi di distanza e integra funzionalità di filtraggio automatico delle parole di riempimento. Tuttavia, un’osservazione personale è che il microfono ha difficoltà a catturare chiaramente l’audio se non ci si trova a una distanza ravvicinata dal telefono, e tende a soffrire in ambienti rumorosi.

Uno degli aspetti positivi dell’app è che non utilizza il microfono dell’iPhone, il che permette di evitare di tenere attivo il microfono del telefono durante la dettatura. Tuttavia, le mie aspettative sono state deluse dalla qualità audio, che potrebbe beneficiare notevolmente di un miglioramento nei microfoni della prossima versione. Inoltre, ho trovato alcune modifiche del testo fatte dall’app non necessarie. Ad esempio, frasi come “Questo app funziona automaticamente?” venivano alterate in “Questa applicazione opera automaticamente?”, perdendo così il significato originale.

Infine, il dispositivo mostra il suo potenziale anche per la traduzione automatica in diverse lingue, tra cui l’italiano, e promette un’autonomia fino a dieci ore di utilizzo continuo. Tuttavia, la mia esperienza con la durata della batteria è stata meno favorevole, riscontrando nei fatti una durata in standby di soli pochi giorni.

In conclusione, nonostante le sfide, vedo un futuro promettente per dispositivi di dettatura come SpeakON. Rimanendo aggiornati su queste innovazioni nel Tech, possiamo aspettarci miglioramenti significativi che potrebbero rivoluzionare il modo di comunicare nella vita quotidiana.

Di Arianna