Perché il nervo vago è al centro delle conversazioni e come influisce sulla tua salute

“Quanto tempo hai?” è la risposta del Professor Owen Epstein quando chiedo quale sia il ruolo del nervo vago. Consultore gastroenterologo di grande esperienza, Epstein si concentra in particolare sul contributo di questo nervo nella salute gastrointestinale e nelle malattie correlate.

Nel corso della vita, alcune parti della nostra fisiologia diventano “di moda” seguendo scoperte mediche che ne evidenziano l’importanza. Prendiamo ad esempio il microbioma intestinale: è passato da essere un concetto poco conosciuto a un termine di uso comune, discusso sia da esperti sia da profani. Ora è il turno del nervo vago di ricevere attenzione; se non ne hai mai sentito parlare, preparati: ora che lo hai visto, lo noterai ovunque, secondo il fenomeno Baader-Meinhof, dove la familiarità con un concetto tende a farci notare la sua presenza ovunque intorno a noi.

Sebbene ci sia ancora molto da scoprire, il nervo vago è fondamentalmente l’intranet del corpo: un sistema complesso di comunicazione che collega il nostro cervello a quasi tutti gli organi interni. Proprio come il nostro ambiente esterno è monitorato dai sensi per identificare pericoli, il nervo vago funge da meccanismo di sorveglianza interna per il corpo, mantenendo costantemente sotto controllo il nostro stato interno.

Secondo il Professor Epstein, “è ormai riconosciuto che è la chiave per fornire alla nostra coscienza informazioni sui nostri organi interni”. “Fornendo queste informazioni in modo molto preciso e bello all’area sottocorticale del cervello, il nervo vago orchestra la comunicazione tra gli organi per cercare di mantenere la stabilità e il benessere.” Il nervo vago è come un direttore d’orchestra che adatta la sintonia degli organi, avvisandoci se siamo affamati, se dobbiamo andare in bagno o se ci sentiamo gonfi.

Questo nervo fa parte di un gruppo di dodici nervi cranici. È importante notare che il termine “nervo vago” può essere fuorviante, poiché ne abbiamo due: uno a destra e uno a sinistra, ciascuno costituito da circa 100.000 nervi. “Quindi, tecnicamente non hai un nervo vago, ma 200.000 nervi vagi”, spiega il Dottor Kevin Tracey, neurochirurgo e scienziato. Il suo libro in arrivo, The Great Nerve, esplora come una maggiore comprensione di questo potente sistema stia aprendo un nuovo campo nella medicina. “Ognuna di queste 200.000 fibre ha un’origine e una destinazione specifiche nel cervello o nel corpo, e ciascuna di esse svolge un compito distintivo.”

Il Dr. Tracey è stato attratto dall’influenza straordinaria del nervo vago quasi per caso. Era negli anni ’90, e la sua curiosità si è sviluppata da un’osservazione casuale che avrebbe cambiato il suo approccio alla medicina.

Di Arianna